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INFUSE
LE ERBE DELLE STREGHE

Erbe magiche: le erbe delle streghe e delle guaritrici.

L'artemisia di San Giovanni, il verbasco che gli inglesi chiamavano la candela della strega, la mandragora che grida quando la si sradica: le piante delle erbaiole, delle guaritrici e delle streghe, ognuna con la sua storia e la sua fonte.

Rituale

Nei villaggi d'Europa, chi conosceva le erbe sapeva dove cresce l'artemisia e in quale notte si raccoglie.

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COMBO DI PUNTA

Il tesoro di questo cammino.

L'artemisia, Mater herbarum, la madre delle erbe (Gerard, 1597). Un'erba di alta magia, nota per i suoi poteri sul sogno, la prima invocata nell'Incantesimo delle nove erbe. Erba del femminile sacro, erba di gioia, di coraggio e di verità. In foglie intere, raccolte allo stato selvatico in Francia.

Il cammino · 5 soglie

Un metodo.

L'artemisia di San Giovanni, il verbasco che gli inglesi chiamavano la candela della strega, la mandragora che grida quando la si sradica: le piante delle erbaiole, delle guaritrici e delle streghe, ognuna con la sua storia e la sua fonte.

Verbasco
01
Rituale

La vigilia di San Giovanni

La sera del 23 giugno, l'Europa raccoglieva le sue erbe. In Italia, l'iperico, la lavanda e il rosmarino passano la notte all'aperto in una bacinella d'acqua, l'acqua di San Giovanni, e al risveglio ci si lava il viso.

Camomilla Nobile
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Rituale

Sopra la porta

Un mazzo di artemisia sull'architrave. In Cina, alla festa delle barche drago, tiene lontani gli spiriti maligni; in Giappone, il 5 maggio, l'artemisia e l'iris pendono ancora sotto la gronda.

Lavanda
03
Rituale

Sotto il cuscino

Un sacchettino di foglie secche di artemisia, infilato nella federa: il gesto del sogno, portato dagli erboristi del Novecento e dai nostri sognatori.

Rose
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Rituale

Nella fiamma

Un pizzico di artemisia o di verbasco su un carboncino, con la finestra socchiusa. Il verbasco è servito a lungo da torcia: si immergeva il suo alto stelo secco nel sego.

Lampone
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Rituale

I veleni restano nei libri

La mandragora, la belladonna, la datura e il giusquiamo si leggono e si guardano nell'orto botanico. Sono veleni: non si raccolgono, non si bevono, non si bruciano.

Erbe magiche, erbe delle streghe: di chi parliamo

Nelle campagne d'Europa, chi curava con le piante portava molti nomi: erbaiola, guaritrice, levatrice, e presso gli inglesi cunning folk, la gente che sa. Arrivava anche la parola strega, a volte dentro un processo. Le erbe delle streghe sono quelle che la memoria popolare ha affidato a queste donne e a questi uomini: le erbe di San Giovanni, quelle che custodiscono la porta, e alcuni veleni famosi.

In Italia l'iperico porta due nomi: erba di San Giovanni e scacciadiavoli. In francese, herbe aux sorcières, l'erba delle streghe, indica più piante insieme: la circea, battezzata come Circe, la maga dell'Odissea, la verbena, e una piccola pianta parassita delle colture africane, lo striga (Wikipedia (fr)). Questa pagina parla di tutte quelle che streghe e guaritrici hanno tenuto tra le mani.

Le nove erbe sacre

Nel X secolo, un monaco inglese copia nel manoscritto Lacnunga un incantesimo, l'Incantesimo delle nove erbe (British Library, Harley MS 585). Chiama nove erbe contro nove veleni, e l'artemisia viene per prima: «Una þu hattest, yldost wyrta», Una è il tuo nome, la più antica delle erbe. Nello stesso canto, Woden prende nove rami di gloria e colpisce il serpente, che vola in nove pezzi.

  • l'artemisia, mucgwyrt, la prima
  • la piantaggine, wegbrade
  • il crescione, stune
  • la betonica, attorlaðe
  • la camomilla, mægðe
  • l'ortica, stiðe
  • la mela selvatica, wergulu
  • il cerfoglio, fille
  • il finocchio, finule

Diverse di queste identificazioni sono ancora discusse dai filologi. Due di queste erbe vivono da INFUSE: l'artemisia, raccolta allo stato selvatico in Francia, e la camomilla romana, cugina della mægðe.

Le erbe delle streghe, una per una

Quelle di cui la storia è scritta, con la fonte di ogni racconto:

PiantaChe cosa se ne raccontaDa INFUSE
Artemisia, Artemisia vulgarissecondo Plinio, il suo nome verrebbe da Artemide, dea dei parti; nel Medioevo è la Cingulum Sancti Johannis, la cintura di san Giovanni, e una corona dei suoi rami, portata la vigilia di San Giovanni, proteggeva dal male (Grieve, 1931)in foglie
Verbasco, Verbascum thapsusil suo vecchio nome inglese, hag's taper, vuol dire la candela della strega: il suo alto stelo secco, immerso nel sego, bruciava come una torcia; in Europa come in Asia, gli si attribuiva il potere di scacciare gli spiriti maligni (Grieve, 1931)in foglie
Camomillala mægðe dell'Incantesimo delle nove erbecamomilla romana
Iperico, Hypericum perforatuml'erba di San Giovanni, in fiore intorno al 24 giugno; in italiano lo chiamano anche scacciadiavoli, in francese chasse-diablenon in vendita
Verbena, Verbena officinalisuna delle herbes aux sorcières francesi; Plinio scrive che i Galli se ne servivano per i loro presagi, e che la si raccoglieva al sorgere della Canicola, senza che né la luna né il sole la vedesseronon in vendita
Ruta, Ruta graveolensa Napoli, l'amuleto cimaruta riproduce un rametto di ruta; in Messico, la ruda entra nelle limpias contro il malocchio, e in Brasile si infila l'arruda dietro l'orecchionon in vendita, tossica
Mandragora, Mandragora officinarumla pianta della Genesi; per sradicarla, Teofrasto descrive tre cerchi tracciati intorno a lei con una spada; Shakespeare le presta un gridonon in vendita
Belladonna, Atropa belladonnaLinneo l'ha chiamata così da Atropo, la Parca che taglia il filo della vita; bella donna ricorda le italiane che se ne dilatavano le pupillenon in vendita
Datura, Datura stramoniumlo stramonio, che la lingua popolare francese chiama herbe aux sorciers, erba degli stregoni, e herbe du diable, erba del diavolonon in vendita
Giusquiamo nero, Hyoscyamus nigeruna delle erbe dell'unguento verde che Andrés Laguna dice di aver ricevuto a Metz, preso in casa di una coppia accusata di stregonerianon in vendita

Mandragora, belladonna, datura: i veleni delle streghe

Mandragora, belladonna, datura e giusquiamo appartengono alla famiglia delle Solanacee. Contengono gli stessi alcaloidi, l'atropina e la scopolamina, e la dose che avvelena è vicina a quella che agisce.

Il medico spagnolo Andrés Laguna racconta, nel suo commento a Dioscoride pubblicato nel 1555, che a Metz gli consegnarono un vasetto di unguento verde preso in casa di una coppia accusata di stregoneria, fatto secondo lui di cicuta, morella, giusquiamo e mandragora. Ne unse la moglie del boia, che dormì trentasei ore. Da questo racconto e da qualche altro nasce l'idea degli unguenti delle streghe, che gli storici discutono ancora.

La mandragora ha il suo ciclo di racconti. Nella Genesi, Rachele la chiede a Lia per avere un figlio. Teofrasto, nel IV secolo prima della nostra era, ne descrive la raccolta: tre cerchi tracciati con la spada, il viso rivolto a occidente. Giulietta, in Shakespeare, ha paura delle grida delle mandragore strappate dalla terra.

Queste piante si incontrano nei libri e negli orti botanici. Qui ne raccontiamo la storia, senza venderle.

La notte di San Giovanni e le streghe d'Italia

La sera del 23 giugno, alla vigilia del solstizio, l'Europa raccoglieva. L'iperico fiorisce in quei giorni, e il suo nome di erba di San Giovanni ritorna in quasi tutte le lingue del continente. In Italia, la stessa notte, si lascia fuori una bacinella d'acqua dove galleggiano i fiori e le erbe del giardino, soprattutto iperico, lavanda e rosmarino: al mattino, l'acqua di San Giovanni serve a lavarsi il viso (Wikipedia). Presso gli Slavi è la notte di Kupala: si raccolgono erbe, se ne intrecciano corone da posare sul fiume, e si salta sopra i fuochi.

L'Italia ha anche le sue streghe di leggenda. A Benevento, il racconto popolare raduna le janare intorno al noce di Benevento (Wikipedia). In Friuli, i benandanti si dicevano difensori dei raccolti; lo storico Carlo Ginzburg li ha studiati nel suo libro I benandanti, del 1966 (Wikipedia).

Altrove: curanderas e benzedeiras

In America latina, la guaritrice si chiama curandera; in Brasile, benzedeira, colei che benedice. In Messico, la limpia passa sul corpo un mazzo di ruta, di basilico o di pirul. Nelle Ande e in Amazzonia, i curanderos soffiano sulla persona un sorso di Agua de Florida, il soplo: un'acqua di fiori e di agrumi lanciata a New York nel 1808 dal profumiere Robert Murray. In Brasile, la benzedeira tiene un rametto di arruda o di guiné durante la sua preghiera.

Precauzioni

Artemisia: da evitare in gravidanza e allattamento; prudenza in caso di allergia alle Asteracee. La ruta è tossica: al sole brucia la pelle che l'ha toccata, ed è pericolosa in gravidanza. Mandragora, belladonna, datura e giusquiamo sono veleni: poche bacche o pochi semi bastano per un'intossicazione grave. Le fumigazioni si fanno con la finestra socchiusa, lontano dalle tende, e in caso di asma si limita l'inalazione. Le nostre piante sono in libera vendita in Francia e nell'Unione europea; la legge cambia da un paese all'altro: verifica quella del tuo prima di ordinare.

Fonti

⊹ DOMANDE FREQUENTI ⊹

Le erbe delle streghe, domanda per domanda

Che erbe usano le streghe?

Quelle che la memoria popolare d'Europa lega alle streghe e alle guaritrici: l'artemisia di San Giovanni, il verbasco che gli inglesi chiamavano candela della strega, l'iperico scacciadiavoli, la verbena dei presagi, la ruta, e quattro veleni famosi, la mandragora, la belladonna, la datura e il giusquiamo. La tabella più in alto dà la fonte di ogni racconto.

Quali sono le piante magiche?

Quelle a cui la tradizione ha prestato un potere: l'artemisia, la cui corona proteggeva dal male la vigilia di San Giovanni; il verbasco, che secondo Maud Grieve scacciava gli spiriti maligni; l'iperico, lo scacciadiavoli; la verbena, raccolta per i presagi dei Galli; la ruta della cimaruta napoletana. Sono credenze di tradizione, raccontate come tali.

Quali sono le nove erbe sacre?

Quelle dell'Incantesimo delle nove erbe, un incantesimo anglosassone copiato nel X secolo: artemisia, piantaggine, crescione, betonica, camomilla, ortica, mela selvatica, cerfoglio e finocchio. L'artemisia vi è chiamata la più antica delle erbe.

Quale pianta contro la stregoneria?

Ogni tradizione ha la sua. L'Europa appendeva l'artemisia sopra le porte e chiamava l'iperico scacciadiavoli; Maud Grieve riferisce che al verbasco si attribuiva il potere di scacciare gli spiriti maligni; in Messico, la limpia passa sul corpo un mazzo di ruta. Sono gesti di tradizione, trasmessi come tali.

La ruta protegge dal malocchio?

È la sua fama, da Napoli, dove l'amuleto cimaruta ne riproduce un rametto, fino al Messico e al Brasile. È anche una pianta tossica: al sole brucia la pelle che l'ha toccata, ed è pericolosa in gravidanza: per questo resta fuori dal nostro catalogo.

Dove trovare un libro o un PDF sulle piante magiche?

Gli erbari antichi si leggono online, gratis: A Modern Herbal di Maud Grieve (1931), la Naturalis historia di Plinio, The Herball di Gerard. L'Incantesimo delle nove erbe è conservato alla British Library. Sui benandanti del Friuli c'è il libro di Carlo Ginzburg, I benandanti (1966). L'elenco delle fonti, in fondo alla pagina, li nomina tutti.

Le erbe delle streghe sono pericolose?

Alcune, sì. L'artemisia, il verbasco, la camomilla e la lavanda si bevono o si bruciano da secoli, con le loro precauzioni. La mandragora, la belladonna, la datura e il giusquiamo sono veleni: si leggono, e si guardano nell'orto botanico.

· LA FORESTA ·

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