Vai al contenuto
INFUSE
PER LE NOTTI TRA UN ANNO E L'ALTRO

Rauhnächte: le dodici notti sacre e il fumo delle erbe.

Le dodici notti tra Natale e l'Epifania: cosa racconta l'usanza alpina, le date 2026-2027 e le erbe da posare sulla brace.

Tra Natale e l'Epifania, nelle Alpi e in Baviera, un fumo attraversa la casa: dodici notti, una ciotola di brace, l'artemisia sul carbone.

Rituale7 pianteda 3,00 €
Le tre per iniziare

Da dove cominciare

L'artemisia, il Beifuß, è l'erba di quelle terre, da tempo tra le piante che lì si bruciano.

PARERE DELLA COMUNITÀQualche riscontro, dopo diverse settimane.

  • « Adoro questa tisana. L'ho bevuta prima di dormire e ho passato una notte bellissima, sono scivolata in un meraviglioso stato di sogno. L'ho anche bruciata durante un viaggio interiore, il profumo è incredibile e mi ha sicuramente aiutata nel mio viaggio »
    Dorit Phippscon Imphepho
  • « Fantastic herb tastes so nice as tea or to smoke. »
    jancon Dragoncello messicano «Yauhtli»
Leggi un altro parere
  • « Got it here in Europe, I'm thrilled, shipping super fast. Imphepho is essential for ancestral work as incense or tea. :) »
    Görrescon Imphepho
La selezione · attraverso i mondi

7 compagne per questa intenzione

Il cammino · 5 soglie

Un metodo.

Dragoncello messicano «Yauhtli»
01
Rituale

Preparare la ciotola e la brace

Una ciotola che regga il calore, un carbone per incenso acceso fino alla brace, una finestra socchiusa. Il fumo chiede aria.

Sangue di Drago
02
Rituale

Le erbe sfuse, sulla brace

Artemisia, imphepho e dragoncello messicano si posano a pizzichi sul carbone ardente. Ne basta poco; il fumo sale da sé.

Imphepho
03
Rituale

Il bastoncino e il mazzetto, accesi così come sono

Il palo santo (bastoncino) e la salvia bianca (mazzetto) si accendono direttamente: si lascia spegnere la fiamma e fumare la brace, con una ciotola sotto per la cenere.

Artemisia
04
Rituale

Attraversare le stanze

Portare la ciotola di stanza in stanza, dagli angoli verso la porta. L'aria si rinnova dalla finestra aperta.

Salvia Bianca
05
Rituale

Spegnere e arieggiare

La brace si spegne del tutto prima di lasciare la stanza, sorvegliata fino alla fine. Si arieggia, e la notte riprende il suo corso.

Che cosa sono le Rauhnächte?

Le Rauhnächte sono le notti del passaggio d'anno, tra Natale e l'Epifania. Nelle Alpi, in Baviera e in Austria l'usanza è rimasta viva: si affumicavano la casa e la stalla, e in alcune valli i Perchten mascherati attraversano ancora i paesi. Al nord le chiamavano die Zwölften, «le Dodici». A seconda delle regioni se ne contano da tre a dodici.

Da dove venga il nome è discusso. Una spiegazione lo lega al medio alto tedesco rûch, «peloso», dai demoni vestiti di pelli che si diceva vagassero in quelle notti. Un'altra a Rauch, il fumo: da qui l'altro nome, Rauchnächte, le notti del fumo.

Anche la loro età è discussa. Un'ipotesi vi vede i giorni che separano l'anno lunare dall'anno solare, giorni fuori dal tempo. L'idea di una grande festa germanica del solstizio risale all'Ottocento, alla Mitologia tedesca di Jacob Grimm (1835), e resta contestata: quasi tutti i testi antichi su queste notti sono cristiani.

Rauhnächte 2026-2027: le date

Nel conteggio più diffuso vanno dalla notte di Natale all'Epifania: dal 24 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027. Altrove la prima notte cade il 25 dicembre, oppure già nella notte di San Tommaso, al solstizio d'inverno.

Quattro notti contano più delle altre: la notte di San Tommaso (20-21 dicembre), la notte di Natale (24-25 dicembre), San Silvestro (31 dicembre-1 gennaio) e la vigilia dell'Epifania (5-6 gennaio).

Gli almanacchi contadini leggevano nel tempo di ognuna delle dodici notti quello di uno dei dodici mesi a venire. Chi tiene un diario dei sogni dà una pagina a ogni notte, e la rilegge nel corso dell'anno.

Yule e le Rauhnächte

Jul è un'antica parola germanica per il cuore dell'inverno; in Scandinavia il Natale si chiama ancora jul. Le Rauhnächte cominciano al solstizio o a Natale, da qui l'accostamento con Yule. Che i Germani celebrassero una festa pagana del solstizio è ancora dibattuto; lo Yule che si festeggia oggi, con le candele e il fuoco, è per lo più una rinascita recente.

Che cosa bruciare nelle Rauhnächte?

Nel 1534 Sebastian Franck scrive nel suo Weltbuch che nelle dodici notti tra Natale e l'Epifania non c'era casa che non bruciasse incenso ogni giorno, contro diavoli, spettri e stregonerie. Il prete o il capo della fattoria portava il fumo in casa e nella stalla. Oggi sulla brace si posano anche erbe venute da lontano. Quelle che abbiamo:

  • Artemisia, Artemisia vulgaris, l'erba di qui. L'Incantesimo delle nove erbe, copiato in Inghilterra nel X secolo, la chiama per prima. La nostra artemisia cresce in Francia.
  • Imphepho, Helichrysum odoratissimum, un elicriso del Sudafrica. I Sangoma lo bruciano per chiamare gli amadlozi, gli antenati; accompagna bene le notti in cui, si racconta, passano i morti.
  • Palo Santo, Bursera graveolens, il «legno santo» dell'Ecuador. Il bastoncino si accende così com'è. Nella nostra Casa diciamo che rende sacro ogni spazio, ogni momento, ogni essere.
  • Salvia Bianca, Salvia apiana. Pianta sacra per i popoli indigeni della California, lì è molto raccolta allo stato selvatico; la nostra cresce ai piedi dell'Himalaya.
  • Sangue di Drago, la resina rossa del Croton lechleri, raccolta allo stato selvatico in Perù. È liquida e si posa a goccia: sulla fronte prima di cominciare, oppure dopo l'imphepho, per chiudere lo spazio appena attraversato.

Il gesto stanza per stanza, e altre erbe: purificare la casa con il fumo delle erbe.

Che cosa si evitava nelle Rauhnächte

L'usanza ha conservato soprattutto divieti di lavoro. Non si stendeva biancheria bianca: i cavalieri della Caccia selvaggia l'avrebbero presa per farne un sudario; non si tendevano corde per il bucato, dove la Caccia poteva impigliarsi. In Baviera si metteva via l'arcolaio; altrove non si giocava a carte. In Stiria si raccontava che Frau Perchta passasse di casa in casa con le anime dei bambini morti.

Quello che molti ne conservano oggi: poco lavoro, una casa quieta, tempo per ciò che lascia l'anno che se ne va.

Attenzione al fumo

Il fumo irrita le vie respiratorie. Tieni una finestra socchiusa durante la fumigazione e arieggia bene dopo. Evita le stanze dove dormono neonati o bambini piccoli, e porta fuori gli animali, soprattutto gli uccelli. Con l'asma o un'allergia alle composite, come l'artemisia e l'imphepho, è meglio astenersi o bruciare all'aperto. La brace non resta mai incustodita; alla fine si spegne del tutto.

⊹ DOMANDE FREQUENTI ⊹

Le Rauhnächte, domanda per domanda

Che cosa si brucia nelle Rauhnächte?

Secondo i testi antichi, incenso, portato in casa e nella stalla. L'artemisia, l'erba di queste terre, è la più legata all'usanza. Oggi si aggiungono il palo santo, la salvia bianca o l'imphepho. Basta un pizzico su un carbone ardente.

Quando sono le Rauhnächte nel 2026?

Nel conteggio più comune, dalla notte di Natale, il 24 dicembre 2026, all'Epifania, il 6 gennaio 2027. Alcuni contano dal 25 dicembre, altri dalla notte di San Tommaso, al solstizio d'inverno.

Quali sono le notti più importanti?

La notte di San Tommaso (20-21 dicembre), la notte di Natale, San Silvestro e la vigilia dell'Epifania (5-6 gennaio). La casa si affumicava soprattutto in queste quattro notti.

Che legame c'è tra Yule e le Rauhnächte?

Jul è l'antica parola germanica per il cuore dell'inverno, e le Rauhnächte cominciano al solstizio o a Natale. Che esistesse una festa germanica del solstizio è ancora dibattuto: l'idea risale all'Ottocento.

Che cosa non si fa nelle Rauhnächte?

L'usanza vieta soprattutto alcuni lavori: stendere biancheria bianca, filare, giocare a carte. Oggi molti le vivono come un invito al riposo.