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Adattogeni e Rasayana — due tradizioni che hanno scoperto la stessa cosa a 5000 anni di distanza

Nel 1947 il farmacologo sovietico Lazarev coniò la parola «adattogeno». Intorno al 1000 a.C., la Charaka Samhita codificava i Rasayana — sostanze che ristabiliscono l'essenza vitale e allungano la vita. Due tradizioni, due vocabolari, un solo e identico ritrovamento: certe piante aumentano la resistenza aspecifica del corpo allo stress. Che cosa significa — e che cosa non significa.

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La Voie des Adaptogènes & Champignons · 2/21 · Threshold

Due farmacologi sovietici, Lazarev nel 1947 e Brekhman nel 1969, cercavano sostanze capaci di aumentare la resistenza del corpo allo stress fisico e mentale — senza essere stimolanti, senza dare dipendenza, senza tossicità rilevante. Le chiamarono «adattogeni». La lista iniziale: Eleuthero, Rhodiola, Ginseng, Schisandra, Aralia.

A cinquemila anni di distanza — nella tradizione ayurvedica, codificata nella Charaka Samhita intorno al ~1000 a.C. — esiste una categoria quasi identica: i Rasayana. Sostanze che nutrono i sette dhatu (i tessuti corporei), ristabiliscono l'ojas (l'essenza vitale) e sostengono la longevità e la resistenza. La lista essenziale: Ashwagandha, Shatavari, Amalaki, Guduchi, Haritaki.

Le piante non coincidono tutte. Ma la logica funzionale è la stessa.

Che cosa significa esattamente «adattogeno»

Brekhman e Dardymov (1969) fissarono tre criteri:

1. La sostanza è atossica alle normali dosi d'uso. 2. Aumenta la resistenza aspecifica allo stress — fisico, chimico, biologico — indipendentemente dalla natura dello stress. 3. Ha un'azione normalizzante: sostiene ciò che è troppo basso, trattiene ciò che è troppo alto. Un modulatore, non uno stimolante a senso unico.

Questo terzo criterio è il più importante — e il più frainteso. Un adattogeno non «potenzia». Stabilizza l'asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene), modula i neurotrasmettitori, sostiene la produzione mitocondriale di energia. L'effetto non è immediato come quello di uno stimolante — si rivela nell'arco di un ciclo di 2-8 settimane.

I Rasayana — la versione ayurvedica

In sanscrito, Rasayana si scompone in rasa (l'essenza, il fluido vitale, il primo dhatu) e ayana (via, cammino). Il «cammino dell'essenza»: un processo — un modo di vivere, un modo di mangiare, un insieme di pratiche che nutrono il tessuto più sottile e più fondamentale del corpo.

I Rasayana sono classificati in base al loro bersaglio: — Medhya Rasayana: per l'intelletto, la memoria (Brahmi, Shankhpushpi, Guduchi, Amalaki) — Balya Rasayana: per la forza fisica (Ashwagandha, Bala) — Vajikarna Rasayana: per la vitalità sessuale e riproduttiva (Mucuna, Shatavari, Safed Musli) — Ayushkara Rasayana: per la longevità generale (Haritaki, Amalaki, Guduchi)

Un Rasayana classico è una preparazione complessa (lehya, una pasta cotta con ghee, miele e spezie), assunta all'interno di uno stile di vita sobrio, spesso in ritiro (Kuti Praveshika Rasayana), per 3-6 mesi.

Piante al punto d'incontro delle due tradizioni

Alcune piante compaiono in entrambi i corpora: — Ashwagandha (Withania somnifera): un Rasayana centrale nell'Ayurveda + un adattogeno studiato clinicamente in Occidente. Withanolidi, sitoindosidi. Da tempo associata alla stabilità sotto stress, alla tiroide, al testosterone e alla cognizione. — Rhodiola rosea: un adattogeno sovietico + un uso tibetano millenario, Solo Marpo. Salidroside, rosavine. Da tempo scelta per lo stress acuto e per l'umore basso. — Eleuthero (E. senticosus): il «ginseng siberiano». Un uso Evenki in Siberia + un adattogeno sovietico centrale. Eleuterosidi. Resistenza, recupero. — Schisandra chinensis: Wu Wei Zi (la bacca dai cinque sapori) nella MTC + un adattogeno di Brekhman. Lignani. Un adattogeno da tempo associato al fegato e alla cognizione.

Ciò che gli adattogeni non sono

La popolarità commerciale della parola «adattogeno» ha prodotto un'inflazione semantica. Tutto ciò che è «positivamente stressante» (il caffè, l'esercizio intenso, il freddo) è stato chiamato adattogeno. Non è questo che significa il termine.

Gli adattogeni nel senso di Brekhman sono piante (o funghi) specifici, con una farmacologia documentata, che modulano l'asse HPA. Non sostituiscono il sonno, il cibo o la gestione strutturale dello stress. Non «danno» energia — permettono al corpo di gestire meglio l'energia che ha.

Linee rosse e precauzioni

Gli adattogeni interagiscono con alcuni farmaci: immunosoppressori (prudenza per chi ha ricevuto un trapianto), farmaci per la tiroide (Ashwagandha), anticoagulanti (Eleuthero). In gravidanza o durante l'allattamento si evitano la maggior parte degli adattogeni, salvo diverso parere di un professionista della salute. Valuta sempre con un terapeuta in caso di malattia cronica.

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Nel 1947 il farmacologo sovietico Lazarev coniò la parola «adattogeno». Intorno al 1000 a.C., la Charaka Samhita codificava i Rasayana — sostanze che ristabiliscono l'essenza vitale e sostengono la longevità. Due tradizioni, due vocabolari, un solo e identico ritrovamento: certe piante aumentano la resistenza aspecifica del corpo allo stress.

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